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Rudyard Kipling
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1865 - 1936
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Iniziato nella loggia 
"Hope and Perservance" No. 782 
(Lahore, Punjab, Pakistan) nel 1886,
Author di "Jungle Book",
fu creatore di la poesia 
"Mia Loggia Madre" nel 1896 

Translation: Anonymus
Lay-out: Mike Harscheidt

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Kipling
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Giungla
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Città vecchia
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Lahore Stazione
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Porta di Chauburji
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Moschea vecchia
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Lahore   -  Tramonto
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Mia Loggia Madre
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C’erano Rundle, il capo stazione,
e Beazeley, delle Ferrovie,
e Ackman dell’Intendenza,
e Donkin delle Prigioni,
e Blake il sergente istruttore,
per due volte fu il nostro Venerabile
con quello che aveva il negozio ‘Europa’,
il vecchio Framjee Eduljee,
Fuori – ‘Sergente, Signore, Saluto, Salaam’.
Dentro, ‘Fratello’, e non c’era nulla di male.

Ci incontravamo sulla Livella e ci separavamo sulla Squadra,
ed io ero Secondo Diacono nella mia Loggia Madre laggiù.

 
Avevamo Bola Nath il contabile
e Saul, l’israelita di Aden, 
e Din Mohammed disegnatore al Catasto,
c’erano Babu Chuckerbutty,
e Amir Singh, il Sick,
e Castro delle officine di riparazione,
il Cattolico Romano.
 
Non avevamo belle insegne,
e il nostro Tempio era vecchio e spoglio,
ma conoscevamo gli antichi Landmarks,
e li osservavamo per filo e per segno.
E guardando tutto ciò all’indietro,
mi colpisce questo fatto,
che non esiste qualcosa come un infedele,
eccetto, forse, noi stessi.
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Poiché ogni mese, finiti i Lavori,
ci sedevamo tutti e fumavamo,
non osavamo fare banchetti per non violare la casta di un Fratello,

e si parlava, uno dopo l’altro,
di religione e di altre cose,
ognuno rifacendosi al Dio che meglio conosceva.

L’uno dopo l’altro si parlava,
e non un solo Fratello si agitava,

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fino a che il mattino svegliava i pappagalli,
e quell’altro uccello vaneggiante;
si diceva che ciò era curioso,
e si rincasava per dormire,
con Maometto, Dio e Shiva
che facevano il cambio della guardia nelle nostre teste.
 
Sovente, al servizio del Governo,
questi passi erranti hanno visitato
e recato saluti fraterni
a Logge d’oriente e d’occidente,
secondo l’ordine ricevuto,
da Kohat a Singapore,
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ma come vorrei rivedere
ancora una volta quelli della mia Loggia Madre.
 
Vorrei potere rivederli,
i miei Fratelli neri e scuri,
tra l’odore piacevole dei sigari di là,
mentre ci si passa l’appiccafuoco;
e con il vecchio khansamah (cameriere) che russa
sul pavimento della dispensa.
Ah! Essere Maestro Massone di buona fama
nella mia Loggia Madre, ancora una volta.

Fuori – ‘Sergente, Signore, Saluto, Salaam’.
Dentro - ‘Fratello’, e non c’era nulla di male.

Ci incontravamo sulla Livella 
e ci separavamo sulla Squadra,
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ed io ero Secondo Diacono nella mia Loggia Madre laggiù.
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